Parole e immagini al vento

  • un evento (musicale e non musicale) prevedibile può essere bello (…….) o brutto (…….), può contenere variazioni ma alla lunga stanca

 

  • un evento (musicale e non musicale) imprevedibile può contenere del prevedibile, può essere bello (…….) o brutto (…….), contiene variazioni ma alla lunga stanca meno

 

  • odo all’esterno una goccia, una seconda, una terza più ravvicinata nel tempo rispetto alla seconda, una quarta più allontanata  rispetto alla terza………………………..CHE BELLE VARIAZIONI!!!!!!

    poi il tutto diventa uno scroscio d’acqua   CHE BELLA VARIAZIONE!!!!!! 

    passa il tempo e lo scroscio d’acqua mi sembra sempre identico  CHE NOIA!!!!!!!!!!

Adesso lo scroscio d’acqua comincia a diventare più denso……. ora meno denso…….ora ancora più denso rispetto alla prima volta….ora ancora più denso rispetto all’ultima volta……ora meno denso rispetto alla seconda volta…………………………………………………………………….CHE BELLE VARIAZIONI!!!!!!

passa molto tempo e queste diverse densità…………………………COMINCIANO AD    ANNOIARMI!!!!!!!!!!

passa ancora il tempo…………., all’improvviso lo scroscio d’acqua diventa poche gocce e poi…………. il silenzio totaleCHE BELLISSIMA VARIAZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


  • Il termine”lunatico”, che viene affibiato spesso, è forse il migliore esempio di imprevedibilità.

Quando però arriva dal cuore (cioè è naturale) e non costruito per secondi fini

(l’imitazione,se pur bella (…..), è la più brutta (…….) copia dell’originale)

E’ un ribellarsi a tutti i conformismi della vita quotidiana, o forse, è la vera natura dell’uomo

senza maschere,

nudo di fronte a tutto,

o forse è la ricerca o ribellione di/a quell’infinito che ci proietta oltre la vita terrena?

Ah quello che  ci suggerisce la fragilità di ogni aspetto umano?

 

Relativismo

lunatico?

Mi sembra imprevedibile!!!!!

Sì ma quando è naturale                                                                              e non costruito?

forse,

l’imitazione,                  se pur bella(…..),           è la più brutta (…….)                                  copia

dell’originale

E’………………………………………..

un ribellarsi……………………….?????!!!!!!!!!!

a tutti

i

conformismi

della

vita

quotidiana

Ah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Forse?

E’

la?????????

VERA,

NATURA,

DELL’UOMO

sssssssENZA?

MASsssssssssssssssschere?????

NUDO

DI FRONTE

ATT TUTTO

o forse

è la ricerca

o ribellione

di/a

quell’infinito

che

ci

proietta                             oltre                               la                         vita                    ttttttttterrena?

Ah!!!!!

quello

che

ci

proietta

oltre

la

vita

umannnnnnnna?

besssssssssstiaaaaaaaaa!!!!!!!,

che argomenti

suuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu                                                                              blimi!!!!

IO

NON

CI

TROVO

NIENTE

DI

SPECIALE

MA          MI                           FACCIA            IL                                                PIACERE!!!!!!

più

che

argomenti

sublimi

mi

sembrano

                forse…………………

LE

CLASSICHE

CITAZIONI

COLTE

AH                                    AH!!!                                 AH??                              AH…

quelle

dell’

uomo

comune

che

si

erge

a?

FI                                       LO                                    SO                                            FO

Bah!!!!!!                                                                                                                Maaaaaaahhhhhhhh


  • Il folle muta come la luna, il saggio è immutabile come il sole.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
  • Perché tante lingue? Non bastava un silenzio?
    (Roberto Morpurgo)
  •  Negli anni Settanta, un’etichetta discografica a Los Angeles ha prodotto un disco dal titolo “Il meglio di Marcel Marceau”: Erano quaranta minuti di silenzio seguiti da un applauso e ha venduto molto bene. Quando ho ospiti in casa, mi piace metterlo. Però mi secca davvero se la gente comincia a chiacchierare.(Tom Waits)
  • Spesso mi lamento perché non possiamo chiudere le orecchie con la stessa facilità con cui chiudiamo i nostri occhi.
    (Richard Steele)
  • La scuola è fatta per avere il diploma. E il diploma? Il diploma è fatto per avere il posto. E il posto? Il posto è fatto per guadagnare. E guadagnare? È fatto per mangiare. Non c’è che il mangiare che abbia fine a se stesso, sia cioè un ideale. Salvo in coloro, in cui ha per fine il bere.
    (Giuseppe Prezzolini)
  • L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono.(Tiziano Terzani)
  • Di me giudicheranno gli altri: tuttavia, se non m’inganna la filautìa, io ho lodato la follia, ma non certo come un folle.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
  • L’intelligenza sembra essere la cosa che consente all’uomo di andare avanti senza istruzione. L’istruzione sembra essere quella cosa che consente all’uomo di andare avanti senza l’uso della sua intelligenza.
    (Albert Edward Wiggam)
  •  La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione (Mark Twain)
  • Il silenzio è attento a ogni suono e, appena lo ascolta, lo sottolinea
    (Lorenzo Olivan)
  • Sognavo di poter un giorno fondare una scuola in cui si potesse apprendere senza annoiarsi, e si fosse stimolati a porre dei problemi e a discuterli; una scuola in cui non si dovessero sentire risposte non sollecitate a domande non poste; in cui non si dovesse studiare al fine di superare gli esami.
    (Karl Popper)
  • La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.
    (Soren Kierkegaard)
  • I momenti sereni di oggi sono i pensieri tristi di domani.(Bob Marley)
  • Il silenzio mi fece sentire depressa.
    Non era il silenzio del silenzio.
    Era il mio silenzio.
    Sapevo benissimo che le automobili facevano rumore
    e che la gente dentro le automobili
    e dietro le finestre delle case faceva rumore,
    e che il fiume faceva rumore,
    ma io non sentivo niente
    (Sylvia Plath)
  • È già troppo forte!(Bruno Walter alla sua prima prova con un’orchestra americana, vedendo i suonatori che prendevano gli strumenti.)
  • Parlare bene ed eloquentemente è una gran bella arte, ma è parimenti grande quella di conoscere il momento giusto in cui smettere.
    (Wolfgang Amadeus Mozart)
  • Sono un fallito, una schifezza, un codardo, un inetto, un vigliacco, una cacca che non merita neanche di essere schiacciata. Sono anche permaloso. Se qualcuno mi dice “sciocchino” mi offendo!(Antonio Cornacchione)
  • Si lavora per sorprendere, altrimenti ci si ripete.
    (Alberto Giacometti)
  • La prima metà della mia vita sono andato a scuola, la seconda metà della mia vita ho avuto una formazione.
    (Mark Twain)
  • “Se hai sbagliato una nota, rendila giusta con ciò che suoni dopo.” (Joe Pass)
  • Insegna a tuo figlio a tacere: a parlare imparerà da solo.
    (Benjamin Franklin)
  • Uscita in caso di Brahms(Iscrizione che Philip Hale propose di avere sopra le porte della Boston Symphony Hall)
  • Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
  • Il silenzio è uno degli argomenti più difficili da confutare.
    (Josh Billings)
  • Ho imparato dei miei errori, e sono sicuro di poterli ripetere esattamente.
    (Peter Cook)
  • Contare i soldi è il genere di lavoro che mi piace: è semplice e ripetitivo.
    (Andy Warhol)
  • La morte lo colse all’improvviso. Ma con una ragguardevole presenza di spirito, rimediò buttandosi sulla poltrona e componendo il viso nella più decorosa delle espressioni. L’ipocrisia aveva vinto fino alla fine.
    (Francesco Burdin)
  • Se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà la sua vita a credere di essere stupido.
    (Albert Einstein)
  • Ho visto un uomo a terra, immobile. Sono sceso dal marciapiede e gli ho chiesto: “Sta male?” e lui: “No, è che ho trovato parcheggio, così ho mandato mia moglie a comprare una macchina.”(Henny Youngman)
  • La vita è un’avventura con un inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal caso.
    (Roberto Gervaso)
  • Un elemento essenziale dell’arte è il rischio. Se non rischi come potrai creare qualcosa di autenticamente bello che non è mai stato visto prima?
    (Francis Ford Coppola)
  • Non ho mai permesso che la scuola interferisse con la mia istruzione.
    (Mark Twain)
  • Non pensare. Pensare è nemico della creatività. Ti rende troppo consapevole di te stesso, e questo è male. Non puoi sforzarti di fare le cose, devi farle e basta.
    (Ray Bradbury)
  • Le banche ti chiedono soldi e fiducia, però legano la biro a una catenella.(Beppe Grillo)
  • Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi.
    (James Dean)
  • La creatività è l’intelligenza che si diverte.
    (Albert Einstein)
  • Il tempo raffredda, il tempo chiarifica; nessuno stato d’animo si può mantenere del tutto inalterato nello scorrere delle ore.(Thomas Mann)
  • Quasi tutti gli uomini che hanno fatto qualcosa di nuovo nel mondo o non sono mai andati a scuola o ne sono scappati presto o sono stati “cattivi” scolari.
    (Giovanni Papini)
  • Sublime Silenzio, canta per me e percuoti la conchiglia del mio orecchio, il tuo suono mi conduca a pascoli tranquilli e sii tu la musica che amo sentir(Gerard Manley Hopkins)
  • L’uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.
    (Osho)
  • Abbiamo appena finito di ripetere “Quando sarò grande” che bisogna dire “Quando ero giovane”.
    (Robert Sabatier)
  • Creare qualcosa che ancora non esiste deve essere l’ambizione di tutti coloro che sono vivi.
    (Paulo Freire)
  • Il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul silenzio.(Leopold Stokowski)
  • “Eppure, ve lo assicura la Follia in persona, uno è tanto più felice quanto più la sua Follia è multiforme.”
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
  • Arriverò a una soluzione circa il problema del tempo. Quando l’infinito mostra un lembo della sua veste, esso getta sul problema la sua ombra immensa; allora si brancola, ma è fatica perduta.(Sully Prudhomme)
  • La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi.
    (Edward De Bono)
  • L’amicizia è in bocca a tanti ma nel cuore di pochi.
    (Livia Cassemiro)
  • Il silenzio mi salva dall’essere nel torto (e dall’essere stupido), ma mi priva anche della possibilità di avere ragione.
    (Ígor Fiódorovich Stravinskij)
  • Essere creativi significa in primo luogo fare qualcosa di insolito… d’altra parte, per quanto insolita, l’idea deve essere abbastanza logica perché la gente possa prenderla sul serio.
    (Howard Gardner)
  • La vita è una processione. Chi è lento la trova troppo veloce e si fa da parte; chi è veloce la trova lenta e si fa da parte.
    (Kahlil Gibran)
  • Siamo rinchiusi nelle scuole e nei collegi e nelle sale recitazioni, per dieci o quindici anni, e alla fine usciamo con un sacchetto di vento, un ricordo di parole, e non sappiamo niente.
    (Ralph Waldo Emerson)
  • La vanità è a tal punto radicata nel cuore dell’uomo che un soldato, un attendente, un cuciniere, un vessillifero si vantano e vogliono degli ammiratori. E anche i filosofi li vogliono, e quelli che scrivono contro tutto ciò vogliono la gloria di avere scritto bene, e quelli che leggono vogliono la gloria di averli letti, e anch’io che sto scrivendo ho forse questo desiderio, e forse quelli che lo leggeranno…(Blaise Pascal)
  • Troppi pezzi di musica finiscono troppo dopo la fine.(Igor Stravinskij)
  • Novantanove parti su cento di ogni ‘creazione’ sono imitazione, in suoni o in pensieri. Furto, più o meno consapevole.
    (Friedrich Nietzsche)
  • Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
    (Albert Einstein)
  • Durante le pause . . . pregate!(Eugene Ormandy)
  • Il silenzio dell’invidioso fa molto rumore.
    (Kahlil Gibran)
  • La sottrazione? Oh, sì signora. La so spiegare! Sottrazione è la sensazione orribile di saperne meno oggi di quanto ne sapessi ieri.
    (Piperita Patty in Peanuts)
  • Non c’è niente di più difficile per un pittore veramente creativo del dipingere una rosa, perché prima di tutto deve dimenticare tutte le altre rose che sono state dipinte.
    (Henri Matisse)
  • Una volta gli ho mandato una lirica, chiedendogli di mettere una crocetta dove pensava che ci fosse un errore. Brahms me la restituì senza toccarla, dicendo: “Non voglio trasformare la sua composizione in un cimitero.(Hugo Wolf)
  • Un giorno un ragazzo mi chiese cosa fosse il punk, allora io diedi un calcio a un bidone e dissi: “Questo è punk”. E allora lui fece la stessa cosa e mi chiese: “Questo è il punk?”; e io risposi: “No, questa è solo imitazione…”.(Billie Joe Armstrong)
  • Com’è stupido colui che cerca di rimediare all’odio degli occhi con il sorriso delle labbra.
    (Khalil Gibran)
  • Ho conosciuto il silenzio
    delle stelle e del mare,
    il silenzio dei boschi prima che
    sorga il vento di primavera.
    Il silenzio di un grande amore,
    il silenzio di una profonda pace dell’anima
    Il silenzio tra padre e figlio
    e il silenzio dei vecchi carichi di saggezza
    (Edgar Lee Masters)
  • Stupisco sempre me stesso.E’ l’unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta.
    (Oscar Wilde)
  • La mia formazione è stata interrotta solo dalla scuola.
    (Winston Churchill)
  • Il silenzio è la forma più alta della parola; comprenderlo è la forma più alta dell’essere umano.
    (EliSaby)
  • Se qua c’è qualcuno che non ho insultato, gli chiedo perdono.(Johannes Brahms)
  • Come chiami un uomo che sposa un altro uomo? Parroco.(Benny Hill)
  • Laggiù è seduto un uomo dalla mente aperta. Si sente lo spiffero fin da qui.(Groucho Marx)
  • Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico.(Oscar Wilde)
  • Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona come ti detta il tuo animo.(Charlie Parker)
  • Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – cresce in silenzio; guarda le stelle, la luna, il sole muoversi in silenzio… Abbiamo bisogno di silenzio per riuscire a toccare le anime.
    (Madre Teresa di Calcutta)
  • La funzione dell’artista creativo consiste nel creare delle leggi, non nel seguire quelle già formulate.
    (Ferruccio Busoni)
  • Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore.
    (Aruki Murakami)
  • Tu mi dai fastidio perché ti credi tanto un Dio!
    Beh, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?
    (Woody Allen)
  • Abbiamo bisogno di trovare Dio, ed Egli non può essere trovato nel rumore e nella irrequietezza. Dio è amico del silenzio. Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – crescono in silenzio; guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio …. Abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime.
    (Madre Teresa di Calcutta)
  • La scuola è così essenzialmente antigeniale che non ristupidisce solamente gli scolari ma anche i maestri.
    (Giovanni Papini)
  • Non puoi aprire la creatività come un rubinetto. Devi essere nel giusto stato d’animo.
    (Bill Watterson)
  • Non ci sono gradi di vanità, ci sono solo gradi di abilità in nasconderla.
    (Mark Twain)
  • I miei hobby personali sono la lettura, l’ascolto della musica, e il silenzio.
    (Edith Sitwell)
  • L’istruzione è una cosa ammirevole, ma è bene ricordare di tanto in tanto che niente che valga la pena conoscere può essere insegnato.
    (Oscar Wilde)
  • Il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza… Lei ci va il martedì e io il venerdì.
     (Henny Youngman)
  • La sfida dei creativi è sospettare di ogni discorso, opinione, affermazione o proposta che si presenti come «l’unica via possibile». C’è sempre un’alternativa. C’è sempre un’altra possibilità.
    (Papa Francesco)
  • Il silenzio è per le orecchie ciò che la notte è per gli occhi.
    (Edmond Jabès)
  • Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.(Groucho Marx)
  • I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché.
    (Mark Twain)
  • Ho appreso meno da una scuola che da una biblioteca: quella di mio padre.
    (Jorge Louis Borges)
  • Rendere complicato ciò che è semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività.
    (Charles Mingus)
  • Ascoltiamo troppo il telefono e ascoltiamo troppo poco la natura. Il vento è uno dei miei suoni. Un suono solitario, forse, ma rilassante. Ognuno di noi dovrebbe avere il proprio suono personale e il suo ascolto dovrebbe renderlo euforico e vivo, o silenzioso e tranquillo… È un dato di fatto, uno dei suoni più importanti – e per me il suono per definizione – è il totale, assoluto silenzio.
    (André Kostelanetz)
  • “Io sono un sostenitore del… come si chiama… rock.”(Papa Giovanni Paolo II)
  • Il megalomane è uno che dice ad alta voce ciò che ognuno pensa di sé nel suo intimo.
    (EM Cioran)
  • “Oh, sei in analisi”. Sì da 15 anni”. “15 anni? “. “Sì, adesso gli do un altro anno di tempo e poi vado a Lourdes”.(Woody Allen)
  • La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio.
    (Miles Davis)
  • Ero un disadattato. Un bruscolo nell’occhio del mondo. Un intoppo nell’ingranaggio dell’universo. Non potevo neanche guardarmi in faccia. Non avevo i soldi per comprarmi uno specchio.(Groucho Marx)
  • Ero molto depresso, in quel periodo. Intendevo uccidermi ma, come ho già detto, ero in analisi, e i freudiani sono molto severi al riguardo, ti fanno pagare le sedute che perdi.(Woody Allen)
  • Un mio amico ha un ottimo cane da guardia. A ogni rumore sospetto, lui sveglia il cane e il cane comincia ad abbaiare(Renato Pozzetto)
  • Grida e tutti ti sentono. Sussurra e solo chi ti è vicino capisce quello che dici. Taci e solo il tuo amico migliore sa ciò che vuoi dire.
    (Linda MacFarlane)
  • Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità, il tempo non ci sarà più.(Fedor Dostoevskij)
  • Zelig: Devo andare, non posso trattenermi.

    – Che devi fare?.
    Zelig: (che crede di essere un psicoanalista) Ho un caso interessantissimo: 2 gemelli siamesi che soffrono di doppia personalità.
    – E allora?.
    Zelig: Sto per essere pagato da otto persone in una volta sola.
    (Woody Allen)

  • La creatività fa un salto, poi si guarda intorno per vedere dov’è.
    (Mason Cooley)
  • Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.
    (Henry Ford)
  • Non impariamo a scuola, ma nella vita.
    (Seneca)
  • Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.(Charlie Chaplin)
  • La sanità mi fa paura. Ieri dovevo portare gli esiti delle analisi al mio medico della mutua. Mi sono sbagliato e ho preso le spese di condominio. Lui le ha guardate e ha detto: “Ahi, ahi, ahi: abbiamo il gasolio altino”.(Antonio Cornacchione)
  • “Se ascolti gli altri cantanti, finisci per imitarli e io voglio rimanere originale. Imparo di più dal guardarmi intorno che dall’ascoltare la musica degli altri.”(Bob Marley)
  • Dalla seconda lettera ai Corinti: “Cari Corinti, potevate almeno rispondere alla prima…”.(Giobbe Covatta)
  • Il commercio più lucroso sarebbe quello di comprare la gente per quel che vale e di rivenderla per quel che crede di valere.(Véra de Bénardaky de Talleyrand-Périgord)
  • In principio era il Verbo; il complemento oggetto venne molto dopo!(Giobbe Covatta)
  • Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una.
    (Confucio)
  • L’entusiastica Fantasia ha sempre marinato la scuola.
    (William Hazlitt)
  • La meditazione è un modo di essere narcisista, senza far male a nessuno.(Nassim Nicholas Taleb)
  • Sono diventato allevatore di lombrichi. Ho comprato un allevamento di lombrichi. Duemila capi. Pascolavano nella loro bella cassetta di terra. Mi sono morti quando li ho marchiati.(Antonio Cornacchione)
  • Quando avrò vinto tutto, sarò meno egocentrico.(Josè Mourinho)
  • In fondo ad ogni credenza c’è una verità. In fondo ad ogni salotto c’è una credenza. Questo dimostra inconfutabilmente che i salotti esistono.(Groucho Marx)
  • La vita non è fatta di cose incredibili, fantastiche. E’ fatta di piccole cose, ma quando non chiedi l’impossibile, quelle piccole cose si trasformano in realtà eccezionali.
    (Osho)
  • Arrivò il maestro e disse: “Buongiorno, io sono il maestro”. “Anch’io” disse Gesù. “Cominciamo bene” disse il maestro.(Giobbe Covatta)
  • La vanità si incontra nei luoghi più insperati: a fianco della bontà, della abnegazione, della generosità(Ernesto Sabato)
  • Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi.
    (Mary Lou Cook)
  • Ogni stecca ripetuta due volte è l’inizio di un arrangiamento. (F.Zappa)
  • C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.
    (Henry David Thoreau)
  • Duchessa [dopo averlo sentito cantare]: Bravo, bravissimo! Lei ha proprio un grande talento.
    Romeo: Oh grazie. E come faresti de nome?
    Duchessa: Io mi chiamo Duchessa.
    Romeo: Duchessa… dorce. Me piace. E che occhi. L’occhi tua so’ du’ zaffiri splendenti, che mandano raggi caldi e seducenti.
    Duchessa: Signor Romeo, lei è formidabile.
    Romeo: Lo so… modestamente.
    (Dal film Gli Aristogatti)
  • La modestia è l’esca più efficace per procacciarsi una lode.(Lord Chesterfield)
  • Un adulto creativo è un bambino sopravvissuto.
    (Ursula K. Le Guin)
  • Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.
    I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
    Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.
    (Paulo Coelho)
  • In un paese molto caldo regnava un monarca molto amato dal popolo: Re Frigerio.(Claudio Bisio)
  • La modestia è la forma più insulsa dell’orgoglio.(Giovanni Papini)
  • Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio.
    (Abraham Lincoln)
  • Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c’era scritto “Dai 2 ai 5 anni”(Claudio Bisio)
  • La mia morte è un affare tra il silenzio e me.
    (Abdelmajid Benjelloun)
  • Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello.
    (Vincent van Gogh)
  • Balla come se nessuno stesse guardando,
    ama come se nessuno ti avesse mai ferito,
    canta come se nessuno stesse ascoltando,
    vivi come se il paradiso fosse sulla terra.
    (William W. Purkey)
  • La modestia è una forma raffinata di vanità. È una menzogna.(Jean de La Bruyère)
  • Più i fiumi son profondi, più con minor rumore scorrono.
    (Curzio Rufo)
  • Suono al conservatorio. Ma non mi aprono mai.(Groucho Marx)
  • Noi siamo come farfalle che battono le ali per un giorno pensando che sia l’eternità.
    (Carl Sagan)
  • “Quello che mi serve è una persona veloce, scattante e con molta voglia di lavorare.” – “Bene, se mi assume le darò una mano a cercarla!”(Dudley Moore)
  • Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
    (Isabel Allende)
  • Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così.
    (Stephen King)

(Continua……..)

La partitura come espressione visiva

“mappa” e “territorio”, due termini utilizzati da Grisey nei suoi scritti.

Il primo indica i segni che creano la partitura, mentre il secondo indica il risultato che l’interpretante ottiene dalla decifrazione della partitura, cioè l’oggetto,il materiale sonoro.

La “mappa” ha assunto, nella storia della musica, sempre un importanza secondaria rispetto al territorio”, salvo nei periodi del contrappunto fiammingo o in certe correnti della sperimentazione post-weberniana, in cui la serializzazzione integrale o l’alea davano luogo all’esaltazione (a volte esasperata) del segno grafico.

Naturalmente e fortunatamente per l’interprete creativo, le indicazioni contenute nella partitura, attraverso il segno musicale, non sono mai state in grado di decifrare completamente il contenuto interno dell’oggetto sonoro, in quanto ciò era impossibile per il compositore; più la musica si è evoluta (per esempio con l’introduzione del rumore) e più la “mappa” si è arricchita di segni, rimanendo però ancora incompleta a descrivere il “territorio” stesso.

La sperimentazione post-weberniana ha portato a considerare certe partiture, più adatte alla sfera visiva che a quella uditiva, come succede nel caso di grafismi o collage visivi, usati dal compositore Dieter Schnebel, precedentemente citato.

ARTICOLO SULLA PARTITURA COME ESPRESSIONE VISIVA; il compositore Dieter Schnebel, ha concepito partiture non destinate all’esecuzione e all’ascolto ma alla sfera visiva

o in certe partiture chiamate iconiche (Andrea Valle-la notazione musicale contemporanea aspetti semiotici ed estetici pag 58), in cui il segno – icona (usato in semiologia da Charles Pierce per indicare una rassomiglianza o affinità di forma con l’oggetto), cerca di cogliere in un solo attimo il senso dell’oggetto sonoro; nell’esempio proposto da Andrea Valle viene richiamata la partitura del concert for piano and orchestra di John Cage, dove i quattro lati del rettangolo rappresentano l’altezza, la durata, l’intensità, il timbro, inseriti sempre in un contesto di Alea;

ARTICOLO SULLA PARTITURA COME ESPRESSIONE VISIVA; esempio di icona nel concert for piano and orchestra di John Cagequesta rappresentazione dell’icona come “segno che coglie la totalità dell’oggetto sonoro”, è naturalmente difficile nella visione oggettiva della musica, in quanto abbiamo a che fare con due sfere sensoriali opposte,vista e udito, mentre può funzionare nell’improvvisazione musicale, dove l’Alea è l’aspetto fondamentale, e l’icona servirebbe a dare i pochi spunti su cui l’interprete-compositore costruisce la sua personale visione dell’opera.

Anche lo stesso Silvano Bussotti, allievo di Cage, adottò un linguaggio molto libero, legato all’Alea e all’indeterminazione, in cui le partiture assumono la forma di veri quadri; un esempio è il quarto dei pieces for David Tudor, nel quale Bussotti, assume in blocco, come notazione, un suo disegno del 1949 (Andrea Valle-la notazione musicale contemporanea aspetti semiotici ed estetici pag121).

ARTICOLO SULLA PARTITURA COME ESPRESSIONE VISIVA; esempio di partitura quadro assunta da un disegno di Silvano Bussotti utilizzata nel suo quarto dei pieces for David Tudor

 

Un brevissimo appunto sul segno

Qualunque messaggio è composto da segni

Essi ci indicano un qualcosa:

come è disegnata:

– pallino bianco, pallino bianco o nero con linea verticale in su o in giù con e senza codino

     immagine di una nota musicale del valore di semibreve                  immagine di una nota musicale del valore di minima          immagine di una nota musicale del valore di semiminima    immagine di una nota musicale del valore di croma
sta per la durata di questo suono
  • il pianto di un neonato può essere una richiesta di cibo
  • una linea verticale sovrapposta nel centro di una linea orizzontale può essere una croce
  • ecc…

Naturalmente per essere segno deve esserlo per qualcuno, cioè per un essere in grado di coglierlo e interpretarlo:

  • una nota, per qualcuno completamente a digiuno di musica, non ha nessun significato, ma per un musicista sì.
  • il pianto di un neonato può essere una richiesta di cibo solo per la mamma, che è in grado di capire.
  • una linea verticale sovrapposta nel centro di una linea orizzontale, può essere una croce, solamente per un cristiano.

Ci sono segni universalmente riconosciuti:

  • i segni dell’alfabeto per un italiano
  • le note, e altri segni musicali per un musicista
  • ecc..

e segni soggettivi, non universalmente riconosciuti:

  • quelli che formano la partitura della musica elettroacustica (che possono cambiare da compositore a compositore)
  • certi nuovi segni della musica contemporanea (anche loro a volte diversi a seconda del compositore)

Il segno assume quindi significato, quando viene inserito in qell’azione che Charles Peirce chiama, semiosi, e coinvolge i tre soggetti: segnoil suo oggetto, e il suo interpretante:

In musica il processo di semiosi è rappresentato da:

  • segno= è la nota, la pausa, i segni dinamici, agogici, le rappresentazioni di effetti particolari, ecc…
  • oggetto= è il risultato sonoro (suono, rumore, effetto sonoro) come anche il silenzio totale o parziale
  • interpretante= è l’esecutore musicale che fa conoscere l’oggetto

Nel cinema abbiamo segni audiovisivi dettati dalla sceneggiatura (che ci indica come oggetto, i dialoghi, la storia e le immagini), e dalla partitura musicale (che ci indica come oggetto, il sottofondo musicale, la colonna sonora e gli effetti sonori),

A volte questi due oggettifusi nella sequenza filmica, possono dar luogo ad un contrappunto audiovisivo tra colonna sonora e immagini (come precedentemente accennato, nel film il Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick), e produrre un ulteriore nuovo messaggio invisibile simile al cosiddetto sottotesto presente in uno scritto

Il silenzio in musica

Non è possibile vivere senza contrasti (forse per alcuni di noi); bene-male, giorno-notte, delusione-contentezza, vita-morte, inverno-estate ecc…., rappresentano gli opposti che ravvivano la nostra esistenza quotidiana.

Ogni cosa ha un suo contrasto, anche la musica, che essendo fatta di materiale sonoro, ha bisogno dell’opposto, cioè del silenzio, inteso in due modi:

  • silenzio totale (che in realtà non esiste), che si forma eliminando totalmente il materiale sonoro
  • silenzio parziale o silenzio sonoro, che contiene alcuni parametri del suono (come timbro o intensità), leggermente alleggeriti, o trasformati.

Naturalmente per avere il riferimento che sono in presenza di silenzio totale o parziale, devo avere avuto l’esperienza del suo opposto, cioè di ciò che non era silenzio.

Il silenzio totale contiene solo un parametro musicale (la durata), mentre quello parziale, li contiene praticamente tutti (durata, altezza, intensità, timbro).

La partitura che più esprime il senso del silenzio totale è sicuramente 4’33”di John Cage in cui l’esecutore (pianista) non cessa di avvicinare e ritirare le mani dalla tastiera, senza mai suonare una nota.

L’intento di Cage era quella di dirigere l’attenzione del pubblico su ciò che sta al di la del materiale sonoro, i rumori dell’ambiente in cui vivono, (durante la prima esecuzione assoluta di 4’33”, si sentiva nel primo movimento, il vento che spirava, nel secondo la pioggia, e nel terzo il pubblico che parlottava o si alzava per andarsene), che secondo il compositore”rappresentano una musica molto più interessante rispetto a quella che potrebbero ascoltare a un concerto”

Questo forse anche perchè è una musica che cambia ad ogni rappresentazione, ma soprattutto perché non è manovrata da nessun atto volontario compositivo (legato quindi alla concezione filosofica buddista);

“per me il significato del silenzio è la rinuncia a qualsiasi intenzione”;parole di Cage

4’33” trova una corrispondenza extramusicale, nella sfera visiva, con alcuni dipinti di Robert Rauschemberg, che ha realizzato semplicissime tele bianche, che non contengono alcuna immagine(lo stesso Cage cita a proposito di Robert Rauschemberg:“A chiunque possa interessare: I ‘quadri bianchi’ vennero per primi: il mio pezzo silenzioso venne più tardi”)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; dipinti di Robert Rauschemberg, che trovano una corrispondenza con il brano musicale 4’33”di John Cage

oppure all’artista statunitense-coreano Nam June Paik , che ha girato un film della durata di un’ora, che non contiene immagini, o il compositore Dieter Schnebel, che ha concepito partiture non destinate all’esecuzione e all’ascolto, ma alla sola lettura.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; il compositore Dieter Schnebel, ha concepito partiture non destinate all’esecuzione e all’ascolto ma alla sfera visiva

Con questa composizione Cage dimostrò anche che il silenzio assoluto non esiste (nemmeno in una stanza anecoica, e cioè totalmente insonorizzata, perché anche lì uno sente almeno il proprio battito cardiaco).

Il silenzio totale può anche essere suddiviso in:

silenzio fuori dalla musica (il caso che intendeva Cage)

silenzio in musica (Jean-Jacques Nattiez”il discorso musicale”pag 15).

  • L’esempio che ci porta Nattiez, è nell’esposizione del primo tema nella terza sonata per pianoforte di Beethoven, le cui pause di silenzio servono a creare maggiore attesa all’entrata del secondo tema.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; terza sonata per pianoforte di Beethoven; le pause tra esposizione del primo tema e l'entrata del secondo, servono a creare maggior tensione

  • Anche nelle composizioni di Anton Webern, il silenzio è una parte importante, che però non rappresenta più uno spartiacque tra un blocco sonoro ed un altro (primo- secondo tema, esposizione- sviluppo, ecc…), ma entra direttamente a far parte del gioco contrappuntistico, melodico, ritmico, della composizione stessa, interrompendo il flusso sonoro totale o creando passaggi tra differenti blocchi di altezza (registri), o differenti blocchi timbrici ; assume cioè lo stesso grado di importanza della nota stessa.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; nelle composizioni  musicali di Anton Webern, il silenzio assume la stessa importanza delle note

  • In Nouvelles Aventures e Lux Aeterna (brano musicale usato da Stanley Kubrick come sottofondo musicale nel film del 1968, 2001:Odissea nello spazio) di György Ligeti , troviamo un tipo di “silenzio in musica”, alla fine del brano, che è diverso da quello che comunemente separa la fine del concerto dagli applausi; esso sta ad indicare la non “marcatezza della fine”(Andrea Valle”la notazione musicale contemporanea”pag 96), cioè il lento processo di agonia del suono stesso; è un silenzio che è parte integrante della partitura stessa, ma non ha la stessa valenza di quello di Cage, in quanto non si ha un irruzione esterna del materiale sonoro, ma rappresenta una continuazione all’infinito del processo di agonia di ciò che si è ascoltato precedentemente, che continua come un mantra, nella mente dell’ascoltatore in sala; il tutto evidenziato dallo stesso direttore che continua il movimento gestuale nel silenzio totale

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; ultime battute del brano musicale Lux Aeterna di György Ligeti, che è una delle colonne sonore di film famosi, usata da Stanley Kubrick come sottofondo musicale nel film del 1968, 2001:Odissea nello spazio

Nella musica più vicina al nostro periodo, abbiamo l’introduzione di nuovi timbri che avvicinano al concetto di silenzio parziale; vediamone pochi esempi:

1) il soffio vocale strumentale e il suono a bocca chiusa:

  •  l’orologio di Bergson e addio case del vento (esempio sotto), per flauto, di Salvatore Sciarrino

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; esempio di silenzio parziale; il soffio, usato in vari suoi brani musicali, dal compositore musicale Salvatore Sciarrino

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; esempio di silenzio parziale; i soffi del coro, dei fiati, degli archi, in Cendrees di Iannis Xenakis, chiamati dal compositore, “suoni fantasma”

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; soffio della voce, usato nel brano musicale musicale, sequenzaIII, dal compositore Luciano Berio

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suono a bocca chiusa, usato nel brano musicale musicale, sequenzaIII, dal compositore Luciano Berio

 

2) I suoni armonici degli archi:

  •  che possono essere artificiali (la grafia più comune è la nota con il rombo disposto a un certo intervallo, che non corrisponde all’armonico reale emesso) o naturali (un cerchiolino sull’armonico realmente emesso)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suoni armonici naturali e artificiali degli archi

3) I suoni armonici dei fiati:

  • nel pezzo per flauto di Sciarrino (l’orologio di Bergson), la produzione dell’armonico mostra un timbro sporcato dal soffio (soprattutto nella dinamica p)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suoni armonici del brano musicale per flauto, di Salvatore Sciarrino, l’orologio di Bergson