Il silenzio in musica

Non è possibile vivere senza contrasti (forse per alcuni di noi); bene-male, giorno-notte, delusione-contentezza, vita-morte, inverno-estate ecc…., rappresentano gli opposti che ravvivano la nostra esistenza quotidiana.

Ogni cosa ha un suo contrasto, anche la musica, che essendo fatta di materiale sonoro, ha bisogno dell’opposto, cioè del silenzio, inteso in due modi:

  • silenzio totale (che in realtà non esiste), che si forma eliminando totalmente il materiale sonoro
  • silenzio parziale o silenzio sonoro, che contiene alcuni parametri del suono (come timbro o intensità), leggermente alleggeriti, o trasformati.

Naturalmente per avere il riferimento che sono in presenza di silenzio totale o parziale, devo avere avuto l’esperienza del suo opposto, cioè di ciò che non era silenzio.

Il silenzio totale contiene solo un parametro musicale (la durata), mentre quello parziale, li contiene praticamente tutti (durata, altezza, intensità, timbro).

La partitura che più esprime il senso del silenzio totale è sicuramente 4’33”di John Cage in cui l’esecutore (pianista) non cessa di avvicinare e ritirare le mani dalla tastiera, senza mai suonare una nota.

L’intento di Cage era quella di dirigere l’attenzione del pubblico su ciò che sta al di la del materiale sonoro, i rumori dell’ambiente in cui vivono, (durante la prima esecuzione assoluta di 4’33”, si sentiva nel primo movimento, il vento che spirava, nel secondo la pioggia, e nel terzo il pubblico che parlottava o si alzava per andarsene), che secondo il compositore”rappresentano una musica molto più interessante rispetto a quella che potrebbero ascoltare a un concerto”

Questo forse anche perchè è una musica che cambia ad ogni rappresentazione, ma soprattutto perché non è manovrata da nessun atto volontario compositivo (legato quindi alla concezione filosofica buddista);

“per me il significato del silenzio è la rinuncia a qualsiasi intenzione”;parole di Cage

4’33” trova una corrispondenza extramusicale, nella sfera visiva, con alcuni dipinti di Robert Rauschemberg, che ha realizzato semplicissime tele bianche, che non contengono alcuna immagine(lo stesso Cage cita a proposito di Robert Rauschemberg:“A chiunque possa interessare: I ‘quadri bianchi’ vennero per primi: il mio pezzo silenzioso venne più tardi”)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; dipinti di Robert Rauschemberg, che trovano una corrispondenza con il brano musicale 4’33”di John Cage

oppure all’artista statunitense-coreano Nam June Paik , che ha girato un film della durata di un’ora, che non contiene immagini, o il compositore Dieter Schnebel, che ha concepito partiture non destinate all’esecuzione e all’ascolto, ma alla sola lettura.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; il compositore Dieter Schnebel, ha concepito partiture non destinate all’esecuzione e all’ascolto ma alla sfera visiva

Con questa composizione Cage dimostrò anche che il silenzio assoluto non esiste (nemmeno in una stanza anecoica, e cioè totalmente insonorizzata, perché anche lì uno sente almeno il proprio battito cardiaco).

Il silenzio totale può anche essere suddiviso in:

silenzio fuori dalla musica (il caso che intendeva Cage)

silenzio in musica (Jean-Jacques Nattiez”il discorso musicale”pag 15).

  • L’esempio che ci porta Nattiez, è nell’esposizione del primo tema nella terza sonata per pianoforte di Beethoven, le cui pause di silenzio servono a creare maggiore attesa all’entrata del secondo tema.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; terza sonata per pianoforte di Beethoven; le pause tra esposizione del primo tema e l'entrata del secondo, servono a creare maggior tensione

  • Anche nelle composizioni di Anton Webern, il silenzio è una parte importante, che però non rappresenta più uno spartiacque tra un blocco sonoro ed un altro (primo- secondo tema, esposizione- sviluppo, ecc…), ma entra direttamente a far parte del gioco contrappuntistico, melodico, ritmico, della composizione stessa, interrompendo il flusso sonoro totale o creando passaggi tra differenti blocchi di altezza (registri), o differenti blocchi timbrici ; assume cioè lo stesso grado di importanza della nota stessa.

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; nelle composizioni  musicali di Anton Webern, il silenzio assume la stessa importanza delle note

  • In Nouvelles Aventures e Lux Aeterna (brano musicale usato da Stanley Kubrick come sottofondo musicale nel film del 1968, 2001:Odissea nello spazio) di György Ligeti , troviamo un tipo di “silenzio in musica”, alla fine del brano, che è diverso da quello che comunemente separa la fine del concerto dagli applausi; esso sta ad indicare la non “marcatezza della fine”(Andrea Valle”la notazione musicale contemporanea”pag 96), cioè il lento processo di agonia del suono stesso; è un silenzio che è parte integrante della partitura stessa, ma non ha la stessa valenza di quello di Cage, in quanto non si ha un irruzione esterna del materiale sonoro, ma rappresenta una continuazione all’infinito del processo di agonia di ciò che si è ascoltato precedentemente, che continua come un mantra, nella mente dell’ascoltatore in sala; il tutto evidenziato dallo stesso direttore che continua il movimento gestuale nel silenzio totale

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; ultime battute del brano musicale Lux Aeterna di György Ligeti, che è una delle colonne sonore di film famosi, usata da Stanley Kubrick come sottofondo musicale nel film del 1968, 2001:Odissea nello spazio

Nella musica più vicina al nostro periodo, abbiamo l’introduzione di nuovi timbri che avvicinano al concetto di silenzio parziale; vediamone pochi esempi:

1) il soffio vocale strumentale e il suono a bocca chiusa:

  •  l’orologio di Bergson e addio case del vento (esempio sotto), per flauto, di Salvatore Sciarrino

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; esempio di silenzio parziale; il soffio, usato in vari suoi brani musicali, dal compositore musicale Salvatore Sciarrino

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; esempio di silenzio parziale; i soffi del coro, dei fiati, degli archi, in Cendrees di Iannis Xenakis, chiamati dal compositore, “suoni fantasma”

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; soffio della voce, usato nel brano musicale musicale, sequenzaIII, dal compositore Luciano Berio

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suono a bocca chiusa, usato nel brano musicale musicale, sequenzaIII, dal compositore Luciano Berio

 

2) I suoni armonici degli archi:

  •  che possono essere artificiali (la grafia più comune è la nota con il rombo disposto a un certo intervallo, che non corrisponde all’armonico reale emesso) o naturali (un cerchiolino sull’armonico realmente emesso)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suoni armonici naturali e artificiali degli archi

3) I suoni armonici dei fiati:

  • nel pezzo per flauto di Sciarrino (l’orologio di Bergson), la produzione dell’armonico mostra un timbro sporcato dal soffio (soprattutto nella dinamica p)

ARTICOLO SUL SILENZIO IN MUSICA; suoni armonici del brano musicale per flauto, di Salvatore Sciarrino, l’orologio di Bergson

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