Un brevissimo appunto sul segno

Qualunque messaggio è composto da segni

Essi ci indicano un qualcosa:

come è disegnata:

– pallino bianco, pallino bianco o nero con linea verticale in su o in giù con e senza codino

     immagine di una nota musicale del valore di semibreve                  immagine di una nota musicale del valore di minima          immagine di una nota musicale del valore di semiminima    immagine di una nota musicale del valore di croma
sta per la durata di questo suono
  • il pianto di un neonato può essere una richiesta di cibo
  • una linea verticale sovrapposta nel centro di una linea orizzontale può essere una croce
  • ecc…

Naturalmente per essere segno deve esserlo per qualcuno, cioè per un essere in grado di coglierlo e interpretarlo:

  • una nota, per qualcuno completamente a digiuno di musica, non ha nessun significato, ma per un musicista sì.
  • il pianto di un neonato può essere una richiesta di cibo solo per la mamma, che è in grado di capire.
  • una linea verticale sovrapposta nel centro di una linea orizzontale, può essere una croce, solamente per un cristiano.

Ci sono segni universalmente riconosciuti:

  • i segni dell’alfabeto per un italiano
  • le note, e altri segni musicali per un musicista
  • ecc..

e segni soggettivi, non universalmente riconosciuti:

  • quelli che formano la partitura della musica elettroacustica (che possono cambiare da compositore a compositore)
  • certi nuovi segni della musica contemporanea (anche loro a volte diversi a seconda del compositore)

Il segno assume quindi significato, quando viene inserito in qell’azione che Charles Peirce chiama, semiosi, e coinvolge i tre soggetti: segnoil suo oggetto, e il suo interpretante:

In musica il processo di semiosi è rappresentato da:

  • segno= è la nota, la pausa, i segni dinamici, agogici, le rappresentazioni di effetti particolari, ecc…
  • oggetto= è il risultato sonoro (suono, rumore, effetto sonoro) come anche il silenzio totale o parziale
  • interpretante= è l’esecutore musicale che fa conoscere l’oggetto

Nel cinema abbiamo segni audiovisivi dettati dalla sceneggiatura (che ci indica come oggetto, i dialoghi, la storia e le immagini), e dalla partitura musicale (che ci indica come oggetto, il sottofondo musicale, la colonna sonora e gli effetti sonori),

A volte questi due oggettifusi nella sequenza filmica, possono dar luogo ad un contrappunto audiovisivo tra colonna sonora e immagini (come precedentemente accennato, nel film il Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick), e produrre un ulteriore nuovo messaggio invisibile simile al cosiddetto sottotesto presente in uno scritto

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